giovedì 27 dicembre 2012

Egitto

7 Novembre 2010
Questo è un viaggio di piacere e di avventura. Lo organizziamo last-minute con amici salentini. Ho in mente un pò di relax, qualche immersione e 4 passi tra i faraoni...

Il posto dove stiamo è da favola


Siamo invitati presso una tenda berbera ad assaggiare il vero karkadè...


Nelle tombe dei Faraoni...


Inseguire le infinite forme di vita del mare più antico al mondo...

video

mercoledì 5 dicembre 2012

On the Road

Settembre 2009
Da qualche anno lavoro per Backroads come Tour Leader e quest'anno la Staff Ride sarà in California. 150 amici in bicicletta sulla costa del Pacifico...da non perdere!

19 Ottobre
Roberto è un mountain-biker semi-professionista, ha già viaggiato in giro per il mondo ma come me è alla sua prima fuori dal Continente. Ci siamo presi un mese per viverla fino in fondo. Roberto non ha voluto fare programmi. Abbiamo un sacco di amici laggiù e decideremo tutto al volo.
L'emozione di sorvolare l'Atlantico è incredibile. Dall'altra parte dell'Oceano ci aspettano gli Stati Uniti, con i loro sconfinati paesaggi, le loro autostrade a 12 corsie, gli eccessi di Vegas, l'NBA e le strade senza fine...
Siamo pronti a entrare finalmente nello schermo.


20 Ottobre
Veniamo accolti a casa del Presidente, dove domani si aggiungeranno centinaia di ragazzi da tutta la California per partire insieme in bici. Io ho prenotato la mia, me la porterò con me in Italia e non vedo l'ora di cavalcarla nonostante l'infortunio alla caviglia. La sera sono 4 bottiglie di Zinfandel in 4 miste a formaggi e salami rigorosamente francesi. Un pò di omeopatia per dormire e ci siamo, pronti per la grande avventura.

21 Ottobre
Il primo giorno a San Francisco abbiamo le chiavi del SUV del Presidente e ce la spassiamo in città. E' tutto come avevamo sognato, ora lo possiamo toccare, percorrere, gustare, fotografare...


22-24 Ottobre
Arriva il camion della Luxury Travel e caricare le nostre scartoffie, noi in bus fino a Mendocino County. Saranno tre giorni di pedalate su e giù tra Alexander Valley, Sonoma, South Cow, Fort Bragg. Ogni sera ci aspettano frittelle e carne arrosto preparata dai nostri trip-leaders. E' un'atmosfera particolare. Ritrovarsi davanti al fuoco come vecchi amici con persone che non hai mai visto, cantare e ballare fino a tardi e poi a dormire in tenda. Un'esperienza così l'avevo letta solo nei libri.


25-26 Ottobre
Un altro paio di giorni a San Francisco per far smaltire la febbre a Roberto e rigenerare il mio tendine d'Achille. Poi prendiamo il nostro Camper e partiamo verso il selvaggio West!


27 Ottobe
Prima Tappa Yosemite, poi Mariposa Grove e giù nella Sierra Nevada verso la Valle della Morte.

 
Prima di scendere saliamo a quasi 10.000 piedi toccando il passo Tioga.


I cartelli sulla Highway sono dei monumenti fra i monumenti.
In mezzo alla strada solo noi.
28 Ottobre - 10 Novembre
Ci sono emozioni che non si possono esprimere con le parole. Mi limiterò a postare le foto...


Dopo 900 km di deserto, ecco Vegas...


Dopo due giorni di follia, quasi per sbaglio finiamo a HorseShoueRock...nel meraviglioso Antelope Kenyon



A Moab, nello Utah, discendiamo in bici circa 4000 metri di montagna. Si parte con la neve e si finisce a fare un bagno nel fiume.


La Monument Valley è più bella che nei film...

 

Sulla strada di ritorno verso la cosiddetta  "civiltà" troviamo una tribù di Indiani e calpestiamo con loro le orme dei Dinosauri.


A Flagstaff siamo in piena Route66. Questa strada l'ho letta, sognata, attesa così tanto che guidarci su non mi sembra vero. Ci fermiamo ad un caffé ma prima di arrivarci ci passa davanti un treno merci lungo 10 minuti.


Attraversiamo l'Arizona e a San Diego conosciamo Mike. Compriamo qualche verdura da un fruttivendolo di Little Italy originario della Basilicata. Sul Pacifico ci diamo al Surf. A Los Angeles non poteva mancare una partita NBA nel mitico Staples Center: Lakers vs Huston Rockets!


L'ultima foto è dedicata a Roberto. Senza di lui tutto questo non sarebbe accaduto. Ti voglio bene Rob.

martedì 4 dicembre 2012

Marocco

15 Settembre 2010
Conosco Rachid da qualche anno, ci siamo incontrati in Francia, per un corso di formazione alla cooperazione internazionale. Da allora mi ha sempre chiesto di andare a trovarlo. La sua casa è a Taroudant, il cuore vero del Marocco. Avere un punto di riferimento laggiù renderà questo viaggio un'esperienza di vita straordinaria. Ho deciso che ci andrò per capodanno. Sarà la prima volta per me al caldo.
31 Dicembre 2010
Stapperò lo spumante in aereo quest'anno, al quanto insolito e intrigante. Il volo Roma-Casablanca atterrerà all'1:00 locale. Benvenuto 2011!

1 Gennaio 2011
Come sempre ho scelto un hotel di medio livello, una notte e poi destinazione profondo sud. Casablanca l'avevo vista solo nel film omonimo, per diversi anni il mio preferito in assoluto. La Moschea di Hassan II è imponente, così ricca di dettagli che lo sguardo ne viene assalito. I suoi caffé hanno un ché dei nostri anni '50. In questo viaggio Casablanca è solo una tappa di passaggio. Sicuramente meriterebbe più tempo e almeno una guida locale esperta, ma la mia testa è a sud, solo a sud...
2 Gennaio 2011
Casablanca-Marrakech in treno e poi Marrakech-Agadir in bus. Alla stazione di Agadir troviamo dei tassisti con cui negoziamo la tariffa di 330 Dirham. Arriviamo a Taroudant intorno alla mezzanotte e via cellulare riesco a farmi trovare da Rachid. Lui arriva in bici, fa caldo nonostante l'orario. La notte tra le labirintiche stradine marocchine è affascinante. Dopo l'hotel, ritrovarsi in una casa locale merita già il viaggio. La mamma di Rachid ci ha preparato uno stuzzichino vegetale, l'atmosfera è di grande calore e accoglienza. Le donne di casa non si faranno vedere per tutta la settimana.
3 Gennaio 2011
Biciclettata con l'Associazione Amuddù. Pic-nic a casa di amici di amici, in pieno regime di vita quitidiana marocchina. Un'esperienza culturale senza prezzo. I ragazzi di Amuddu lavorano con progetti europei per educare le comunità locali e accrescere in loro la consapevolezza di un futuro migliore.

4 Gennaio 2011
Si parte per Plage Blanche. Affittiamo una macchina e guidiamo un intero giorno con sosta a Sidi Ifni. Tramonto sull'oceano prima di una notte in tenda a guardare tante stelle. Se provo a contarle non mi bastano tutte quelle che ho visto fin'ora nella vita. Una grigliata di pesce fresco comprato al vicino mercato e qualche arancia dall'albero di Said, la nostra guida.

5 Gennaio
In spiaggia ci siamo arrivati di notte, in mezzo alle stelle, ci siamo addormentati con il rumore delle onde ma non riuscivamo a vederle. Il sole ci regala uno spettacolo mozzafiato. Facciamo il bagno nell'Atlantico e ci rotoliamo nel Sahara, a pochi km dalla Mauritania. Qui finisce idealmente il mio viaggio. Da qui, ogni volta che ci ripenso, non sono mai tornato.

Dal basso il calore della sabbia del deserto. Addosso la brezza dell'oceano Atlantico.

 
6 Gennaio
Sulla strada di casa ci fermiamo tra i fumi e i profumi dei souk di Marrakech. Jemaa el Fnaa è una piazza alla quale ogni cittadino del mondo, in un modo o nell'altro, appartiene.

mercoledì 26 settembre 2012

Jambo!



Giovedì 9 Settembre 2010
E' la mia prima volta in Africa. Arrivare in Africa significa tornare indietro nel tempo, di alcune migliaia di anni. 7 ore di volo da Roma e alle 7 del mattino ora locale siamo a Mombasa, con una sola ora di fuso orario. Il bus del tour operator ci porta fino a Watamu. Le strade sono popolatissime di biciclette, pedoni, camion, carretti, apecar...è una continua corsa alla sopravvivenza. Il traffico è molto sregolato, tutti usano il clacson di continuo e le morti sono frequenti e banali.
Arriviamo al villaggio e ci accolgono con un fresco drink.
In Africa si respira la terra, si palpa la sabbia perlata sotto treni di nuvole impazienti che rincorrono il sole cocente.
In un attimo mi è passata davanti tutta la vita.
La prima passeggiata verso l'ignoto è sulla spiaggia del villaggio Jumbo Club di Watamu. Un gruppetto di Beach Boys ci accerchia e ci guida verso la barriera corallina. E' qui che imparo il tormentone della vacanza:
Jambo
Jambo buana
Abur gani
Usuri Sana
Wagheni
Muakari bisciua
Kenya ietu
Akuna matata...
Impariamo di pesci strani e conchiglie che camminano, polpi che si fanno prendere in mano e accarezzare.
I Beach Boys sono ragazzi che ti attendono sulla spiaggia per venderti una gita, un corallo, un oggettino di ebano che ti vanno a personalizzare nella vicina bottega di artigiani. Con questo arrotondano, poi se arrivano a imparare le lingue e comprarsi il telefonino possono anche aspirare a viaggiare per una nuova vita, come è accaduto al mio amico Bernard.
I nostri politici sono una barzelletta anche nei villaggi kenyani. Io ho fatto una foto con un ragazzo che si fa chiamare Giorgio Napolitano e se lo è fatto scrivere anche sulla maglietta!

Venerdì 10
Il secondo giorno siamo già fuori in Safari. Ho preso contatti già dall'Italia con Bernard. Una certa Taty da Bologna lo promuoveva appassionatamente sul web, siamo poi diventati tutti amici. Passano a prenderci molto presto dal villaggio. 250 euro a persona per un safari di due giorni sono un bel po’ di soldini per gli organizzatori, considerando che 60 euro sono una media di un buon stipendio mensile. Tuttavia i costi di trasporto, i rischi e le fatiche per l’autista hanno il loro peso.
La terra è rossa, di un rosso vivo, la strada verso la savana è lunga, calda e polverosa. Ogni tanto attraversano la strada famigliole di elefanti. Arriviamo al Lodge nel mezzo del Parco Nazionale dello Tsavo Est, è quasi sera. Ceniamo insieme alle guide e a una coppia in abbondanza. Tutto cibo locale, molto apprezzabile. Un po’ meno il tentativo di “cappucinizzare” la colazione ;-)
Come al villaggio i letti sono protetti da un enorme velo antizanzara. Non abbiamo fatto vaccini prima di partire. Un po’ di pillole omeopatiche che fanno traspirare un repellente naturale dalla pelle e alcuni antibatterici intestinali, tutto qui. La mattina dopo è sveglia all’alba per andare alla ricerca di leoni e giaguari, i più riservati e fugaci. Ci imbattiamo in un branco di leonesse che ha appena abbattuto un bisonte e si rotola con la pancia in aria tornando ogni tanto a leccarsi la preda. Poi giraffe, antilopi, zebre, babbuini, coccodrilli… è come entrare in uno di quei documentari ascoltati e ammirati fin dall’infanzia.
Sulla strada del ritorno bambini tornano da scuola a ora di pranzo. Ci fermiamo per distribuire penne, colori, matite, quaderni, zainetti e scarpe. I bambini di questi villaggi sperduti ricevono meno rispetto a quelli delle città turistiche ed è per questo che li abbiamo scelti. Un giorno, cammini sulla tua solita strada, nella polvere rossa che si alza sotto il sole di mezzogiorno, hai solo 6 anni, sei scalzo e hai fame. Si ferma un fuoristrada e ti inonda di regali. Ho sempre sognato si essere io quell’angelo e non mi interessano i commenti di chi dice che l’ho fatto per me. Io so che non è vero.
Lunedì 13
Oggi è il giorno del Safari Blu. Una giornata in barca a tuffarsi nel parco naturale marino, ad arrostire crostacei sulla spiaggia e ad attraversale fiumi di mangrovie in canoa.
Martedì 14
Lasciamo i tour e prendiamo la moto. Via nei villaggi. Portiamo farina e regali alle capanne e agli orfanotrofi. I soci della mia associazione mi hanno riempito la valigia di doni e consegnarli è un dovere di moralità e lealtà. La visita ai bambini della scuola è un’emozione incredibile. Prima mi metto a giocare a pallone con loro, poi cantiamo insieme Jambo e Waka Waka. Qui c’è la fila per le adozioni.
video
La tutor ci racconta che uno dei piccoli è stato abbandonato due volte, prima dalla sua mamma in ospedale e poi dalla sua mamma adottiva per strada, sotto un albero. Lo hanno soprannominato WiseMan.

Mercoledì 15
L’ultimo giorno in Kenya mi immergo sott’acqua alla scoperta del mondo sommerso dell’Oceano Indiano. E’ una meraviglia. Nel pomeriggio scelgo un quadro dipinto a mano per il mio ufficio e mi perdo nell’orizzonte africano sperando che non finisca mai.

martedì 25 settembre 2012

Vulcano Tenerife


2 AGOSTO 2011: IL  1° GIORNO
Il sole è alto ma gli Alisei ti fanno sentire in paradiso in ogni momento del giorno. La temperatura media è di 24° e anche lavorare qui è come essere in vacanza. Erano anni che desideravo venirci e quest’anno è passato il treno dell’Erasmus dei Giovani Imprenditori, una grande opportunità di scambio tra professionisti del proprio settore, nel mio caso i viaggi.
Colazione italiana al Caffe' Epoca, sull’Avenida Antonio Dominguez, a Las Americas. Nei caffè di Tenerife ci lavorano ogni tanto ragazzi italiani, questa volta mi hanno servito il miglior cappuccino mai bevuto all’estero!
Le strade sono grandi e luminose, ogni dettaglio è curato con estrema attenzione. Un’infinita linea di enormi palme decora la promenade. Le loro incantevoli ombre sotto il sole di mezzogiorno sono punteggiate di amanti e amanti dei libri di tutte le età.

3 AGOSTO: IN SPIAGGIA
Mi godo la spiaggia fino alle 8.30 di sera. Il sole non sorgerà prima delle 7.30 domani mattina. I enjoy the beach till 8.30 p.m. and sun won't raise up till 7.30 tomorrow morning
Di fronte a me l’Oceano Atlantico e un gruppetto di leggere nuvole che abbracciano il vulcano. Surfisti giovani e straordinari volteggiano sulla spuma dell'Atlantico e domano l'impeto delle lunghe onde dell'isola.

7 AGOSTO: COSTA OCCIDENTALE
Un pit-stop a fare rifornimento, con la benzina a 98 centesimi di euro a litro (davvero poco per italiani che paga 90 centesimi di euro al litro solo di tasse!). Ogni villaggio a Tenerife ha una Iglesia e un Collegio, non solo segnali ben visibili dalla strada ma simboli di una tradizione forte che unisce le persone attraverso la cultura e ne conserva l’autenticità.
Los Gigantes sono scogliere basaltiche che dominano la costa occidentale. Il paesaggio qui è selvaggio e affascinante.
Da Santiago ci liberiamo alla nostra prima escursione giù per il pendio fino al mare, poi su una barca alla volta di balene e delfini.
Madre Natura si mostra al meglio nel Parco Rurale del Teno. La strada che porta al faro è chiaramente interdetta al traffico ed è proprio questa è la ragione che mi fa pensare che ci porterà a un sposto davvero speciale. Lagartos tutte attorno vanno pazze per il nostro pane. Sono grandi lucertole, simili a iguane, protette come specie in estinzione. Un’acqua cristallina bagna la fine sabbia vulcanica. Si può vedere così in profondità che anche un salentino come me si fida per un tuffo dagli scogli.
14 AGOSTO: SUI SENTIERI DEL VINO
Il primo morso della fame ci mettono sui Senderos Islenos del Vino: finiamo quasi per caso alla Cueva del Rey, presso Icod de Los Vinos, un villaggio molto famoso per il suo millenario gigantesco albero soprannominato il Drago e per le sue caratteristiche vigne. Fernando, il proprietario, ci apre la porta anche se è sabato sera, la sua Bodega è chiusa e lui sta cenando con amici in privato. Fernando è molto orgoglioso dei tanti encomi ricevuti in giro per il mondo e io sono molto orgoglioso di aver incontrato il più sincero e ospitale spagnolo mai visto prima. Fernando ci invita a unirci a cena con lui, ci fa assaggiare i suoi vini, ne compriamo 4 bottiglie…bianco, rosato poi infine il tinto, con cipolle e pomodori appena raccolti dal giardino accanto. Con poco siamo trasportati in un paradiso terrestre. Un buon vino fa pensare e Fernando dimentica presto il mio nome sostituendolo con Seneca, per via della mia laurea in Filosofia. Tuttavia le sue parole sembrano più sagge delle mie e nella vita non mi sono potuto ancor apermettere di filosofiggiare, per questo faccio il tour operator.

16 AGOSTO: FOLKLORE
Se siete a Tenerife il 16 di Agosto non potete perdere la Romeria de Roque Santo a Garachico: imbattibile festival folkloristico che ti avviluppa nella sua musica, gioia e sapori. L’intera comunità si riversa nelle strate attorno a enormi carri trainati da buoi su cui trionfano giovani bellezze indigene di rara fattezza. Un’emozione da vivere più che da raccontare.
21 AGOSTO: TEIDE
Il mio amico Mauro ci raggiunge da Udine, con lui ho camminato diverse montagne e non potevo non aspettarlo per questa giornata. Una delle più straordinarie esperienze di trekking del pianeta è al grande volcano, il Teide. Considerato dagli aborigine Guanches nel 2000 a.c. come il padre e la madre dell’isola, il Teide permette di raggiungere la sua vetta solo a chi si registra con largo anticipo sul sito del MinisteroSpagnolo dell’Agricoltura (Reservas Parques Nacionales). Non perdete la proiezione gratuita del video sull’evoluzione geologica dell’isola, a El Portillo, direttamente dal ventre della montagna. Prendete il percorso n. 3 dal Centro Visite Canadas: è un’ora e mezza di giro intorno alle Roques de Garcia e porta a spettacolari panorami con rilassanti mosaici di diverse ere geologiche.